Amy Winehouse ultima registrazione con Tony Bennett

di Verna Vito Commenta

McCormick, giornalista del Daily Telegraph, racconta l'ultima intervista di Amy Winehouse in occasione di un duetto con Tony Bennett.

Amy Winehouse con Tony Bennett

Neil McCormick, giornalista del Daily Telegraph famoso in tutto il mondo per aver fatto l’ultima intervista ad Amy Winehouse prima che fosse rinvenuta morta nella propria abitazione di Camden (Londra), stroncata da un mix di alcol e droghe, racconta i retroscena di un’intervista avvenuta circa 5 mesi fa, a marzo, durante l’ultima registrazione in studio di Amy,.

DUETTO CON TONY BENNET


Come racconta oggi McCormick, Amy Winehouse venne chiamata nei mitici studi di Abbey Road (quelli dei Beatles, per intenderci) addirittura da Tony Bennet, l’ultimo dei crooner, che voleva eseguire insieme all’artista britannica una riedizione del classico Body and Soul, portato al successo dalle interpretazioni di artisti quali Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, John Coltrane e Coleman Hawkins (come dire il meglio del meglio in fatto di jazz).

L’occasione fu delle più ghiotte, per McCormick, che oltre ad ascoltare 2 delle migliori voci del panorama internazionale contemporaneo (“È stata un’esperienza magica guardare questi due grandissimi talenti cantare assieme, le voci che si sovrapponevano, salendo e scendendo, con fraseggi e modulazioni jazz”) potù anche intervistare Amy alla vigilia di quello che poi si rivelerà come uno dei peggiori tour mai visti.

INTERVISTA A AMY WINEHOUSE

Secondo quanto riportato da McCormick, all’epoca Amy Winehouse era sembrata felice, forte, in forma, sulla strada della miglior guarigione e molto più in salute rispetto a pochi mesi prima. L’artista, inoltre, si era dichiarata veramente entusiasta dell’occasione che il vecchio crooner, che lei ascoltava insieme al padre sin da quando era bambina, le aveva offerto, e si era più e più volte scusata con Bennett per avergli fatto registrare svariate volte il pezzo in questione alla ricerca della perfezione.

Era sembrata, a McCormick, un’artista nel pieno della propria ascesa musicale, alla ricerca di un stile ormai dimenticato (quello delle sue paladine Sarah Vaughan, Dinah Washington e Minnie Ripperton) e interessata soprattutto a migliorarsi, a perfezionarsi a completarsi imparando le tecnica jazz per chitarra e tromba.

SPECULAZIONI MORTE AMY WINEHOUSE

McCormick, poi, ha voluto lanciare la propria personale accusa allo spietato mondo musicale, sostenendo come allora, ai tempi della famosa intervista, Amy fosse apparsa certamente in forma, ma non completamente riabilitata e decisamente impreparata per affrontare un tour mondiale.

OMAGGIO AMY WINEHOUSE

Se vuoi ricordare Amy anche tu, ti consigliamo di leggere il nostro articolo nel quale, postando i video delle sue più belle canzoni, abbiamo voluto omaggiare una delle più belle voci mai ascoltate.

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