Centro di disintossicazione in nome di Amy Winehouse

di Verna Vito Commenta

Mitch Winehouse, padre della cantante soul Amy Winehouse, tragicamente morta sabato 23 luglio 2011 nella propria abitazione di Camden, vorrebbe aprire una rehab in suo onore.

Rehab in onore di Amy Winehouse

Mentre continuano le squallide speculazioni sulla morte di Amy Winehouse, noi di Diatonico vogliamo distinguerci parlando della vita e delle canzoni di una delle più talentuose blueswoman di sempre, nonché del grande vuoto che ha lasciato dietro di sé, sia umanamente che musicalmente parlando.

Sin dal giorno dei funerali di Amy Winehouse, infatti, sono stati spontaneamente creati, a firma dei più disparati artisti, eventi celebrativi della cantante inglese, volti a ricordare il suo indimenticabile stile.


Anche noi, come ricorderete, abbiamo voluto fare il nostro personale omaggio a Amy Winehouse, pubblicando alcuni dei suoi più celebri brani, che hanno scalato, e continuano a farlo, le classifiche di ogni paese, raggiungendo le più alte vette immaginabili e collezionando numerosi dischi d’oro, di platino e diamante.

Oggi, invece, vogliamo segnalare l’iniziativa che, proprio in questi giorni, il padre della vittima, Mitch Winehouse, suo più grande estimatore e collaboratore (avendola introdotta, sin da bambina, al mondo del jazz e avendo cercato di salvarla più e più volte) starebbe cercando di portare avanti in ogni modo.

Mitch Winehouse, infatti, vorrebbe che il governo inglese, per celebrare degnamente la prematura dipartita di Amy, nonché per evitare che il dramma da lei vissuto, in totale solitudine, si ripeta, aprisse una casa di riabilitazione, una rehab che portasse il nome di Amy Winehouse.

Proprio oggi, secondo alcune indiscrezioni, Mitch dovrebbe incontrarsi con alcuni esponenti del Parlamento britannico, tra cui il sottosegretario per il crimine James Brokenshire e il presidente della commissione affari interni Keth Vaz, per discutere del progetto presentato dal padre di Amy nonché di altre possibili iniziative a favore della lotta contro la tossicodipendenza.

Dal canto nostro ci sentiamo soltanto di plaudire ad un’idea che, se realizzata, potrebbe salvare altre giovani vite e altre, possibili, star della musica.

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