Featured Artists Coalition: scaricare musica non è un reato

di Stefania Russo Commenta

Solitamente siamo abituati a vedere i cantanti testimonial di spot che hanno come scopo quello di indurre i giovani ad acquistare i dischi..

robbie_williams

Solitamente siamo abituati a vedere i cantanti testimonial di spot che hanno come scopo quello di indurre i giovani ad acquistare i dischi dal momento che sono proprio i CD fisici a rappresentare una delle loro principali fonti di guadagno. E’ proprio per questo motivo che ha stupito un pò tutti la rivoluzionaria presa di posizione di alcuni autorevoli icone della musica.

Stiamo parlando, tanto per citarne alcuni, di Peter Gabriel, Robbie Williams, Annie Lennox, David Gilmour, Iron Maiden, Radiohead, Verve e tanti altri grandi della musica che hanno deciso di aderire alla cosiddetta “Featured Artists Coalition“.


Si tratta di un’associazione che ha come scopo principale quello di prendere una posizione ideologica nei confronti di quelli che rappresentano i principali cambiamenti intervenuti nel mondo della musica nel corso degli ultimi anni. L’associazione esprime quelle che rappresentano le prese di posizione dei suoi membri i sei distinti punti tra i quali ha suscitato notevole scalpore “It’s not a crime to download“, ossia non è un crimine scaricare musica.

In relazione a questo punto di vista, infatti, l’associazione ha invitato le principali etichette discografiche a rimuovere il loro atteggiamento criminalizzante poichè, a suo avviso, coloro che scaricano musica dal web in maniera illegale non sono affatto dei ladri.


A detta dell’associazione, quindi, le case discografiche e i governi hanno imboccato la strada sbagliata. Bisogna assolutamente smettere di criminalizzare i consumatori ed è giusto cedere gratis la musica ai propri fan attraverso internet. Ovviamente a patto che gli utenti la utilizzino a proprio uso e consumo.

In breve, quindi, il messaggio dell’associazione è che è assolutamente inutile criminalizzare il singolo utente che scarica musica ma, piuttosto, occorre andare a colpire i soggetti che traggono beneficio da tutto ciò, come avviene nel caso di YouTube o MySpace, siti la musica viene utilizzata a scopo pubblicitario, maturando anche degli introiti: sono loro che dovrebbero corrispondere un compenso agli artisti.

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