Festival di Sanremo, prima serata: fuori la Tatangelo e la Oxa

di Elena Botta 1

Ieri sera è partito il carrozzone del Festival di Sanremo 2011 che, come al solito, è risultato lento e uguale alle edizioni precedenti, se non per qualche rara eccezione

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Ieri sera è partito il carrozzone del Festival di Sanremo 2011 che, come al solito, è risultato lento e uguale alle edizioni precedenti, se non per qualche rara eccezione.
Morandi alla guida, risultava impacciato e incapace di staccare gli occhi dal gobbo elettronico mentre le due prime donne sembrava che dovessero azzuffarsi da lì a poco per poter avere il dominio della scena; Luca e Paolo invece, sono sembrati completamente fuori luogo, nonostante i 700 mila euro che gli sono stati dati a testa per ambientarsi.
Parlando invece di musica, sono uscite Anna Tatangelo con la canzone Bastardo ed Anna Oxa con La mia anima d’uomo, ma potrebbero comunque venire ripescate in un secondo tempo.
Ha aperto la gara canora Giusy Ferreri con una bella stecca probabilmente dettata dall’emozione, cantando Il mare immenso, un brano rock molto graffiante e ben riuscito nel complesso (ma che non è riuscito a distogliere lo sguardo dal vestito di pizzo con una scollatura imbarazzante e che le stava malissimo).

I secondi ad esibirsi sono Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario con Fino in fondo, un brano molto romantico e molto sanremese; poi è la volta di Vecchioni che con il suo pezzo strappa applausi dal pubblico presente in teatro.
La canzone dei La Crus è forse una delle migliori di questa edizione grazie alla sua finezza compositiva e la sua eleganza; deludente è un Max Pezzali versione tirolese; ma la canzone in assoluto più bella di questo festival è sicuramente Yanez di Davide Van Der Sfroos che, con il suo ritmo incalzante, dà una ventata di giovinezza all’Ariston, anche se molti non avranno capito parte del testo in dialetto comasco.
All’ora tarda sale sul palco Tricarico con Tre Colori: una ninna nanna che presumiamo abbia fatto addormentare i pochi che ancora non erano nelle braccia di Morfeo.
Poi è la volta di Luca Madonia e del maestro Battiato che come al solito convince e piace con un pezzo dalla paternità inconfondibile; ancora, una Patty Pravo fedele a se stessa e poi, il baratro.
Si susseguono canzoni di una noia mortale che, se non ci si è addormentati con Tricarico, qui si rischia di cadere in sonno profondo e senza sogni; Al Bano canta una canzone con un testo di denuncia contro i maltrattamenti sulle donne, ma con una melodia già sentita un milione di volte.
Insomma, nel complesso a parte gli annunciati Battiato, Pravo e De Sfross gli altri sono pressochè identici agli anni passati e sembra di rivivere un deja vù.

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