Jovanotti scrive una lettera a Berlusconi

di Stefania Russo 1

Il mondo della musica e quello della politica appaiono molto diversi e lontani l'uno dall'altro ma non a detta di tutti visto che Lorenzo Jovanotti..

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Il mondo della musica e quello della politica appaiono molto diversi e lontani l’uno dall’altro ma non a detta di tutti visto che Lorenzo Jovanotti, l’ideatore del progetto che ha portato alla realizzazione del singolo Domani 21.04.2009, ha scritto una lettera indirizzata al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e che oggi è stata pubblicata dal settimanale Vanity Fair.

Nella lettera Jovanotti si rivolge al presidente definendosi una persona sicuramente non adatta a parlare di povertà, dal momento che è un pò viziato e che tende spesso all’egocentrismo, ma allo stesso tempo si rivolge al premier in veste di colui che da qualche anno sostiene iniziative volte a conseguire “gli obiettivi del millennio“.


L’obiettivo di questa lettera, tuttavia, è il prossimo G8, il primo ospitato dall’Italia dopo quello di Genova tenutosi nel 2001. Jovanotti, in particolare, ricorda a Berlusconi che in occasione di quell’evento lui stesso fu il promotore del Fondo globale per la lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, un’iniziativa che influenzò molto gli altri paesi e grazie alla quale oggi migliaia di bambini africani frequentano una scuola.


Un’iniziativa lodevole ma che ha avuto vita breve visto che l’impegno preso è stato mantenuto solo per un paio di anni, decisione che causa ogni giorna la morte di migliaia di persone.

Il Fondo globale per la lotta all’Aids, infatti, ha spiegato il cantante, in base alle promesse dei governi stabilisce un budget con cui acquista medicinali, costruisce strutture, ecc. Se le promesse non vengono mantenute, quindi, non solo molte persone rischiano di morire e tanti bambini di non avere un’istruzione adeguata, ma viene meno anche la fiducia delle persone.

Jovanotti, quindi, spera che il presidente accolga la sua richiesta e approfitti del G8 per dare vita ad una nuova iniziativa che porti gli “obiettivi del millennio” al centro del tavolo di discussione, nella speranza che tra i tagli relativi alla crisi economica non rientrino anche gli aiuti ai paesi poveri.

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