Michael, recensione

di Elena Botta Commenta

Il primo album di inediti del re del pop Michael Jackson in nove anni ed è anche il primo album postumo dopo un anno dalla sua scomparsa

Michael_Jackson

Michael è il primo album di inediti del re del pop Michael Jackson in nove anni ed è anche il primo album postumo dopo un anno dalla sua scomparsa.
Il disco che Michael avrebbe sempre voluto, in cui si vede proprio la volontà dell’artista di legittimarlo già soltanto per la scritta che compare all’interno in cui si legge “Disco concepito e ispirato da Michael Jackson”.
Uscito lo scorso 10 dicembre, il cd racconta la storia di come sia stato concepito e fortemente voluto dal re del pop, il problema però è che queste sono le parole di chi gli è stato vicino e cosa realmente pensasse lui di questo lavoro lo possiamo soltanto supporre.
Già a partire dalla copertina possiamo vedere che l’intento del disco è quello di rappresentare le diverse sfaccettature di Michael Jackson, rappresentando così le molteplici anime sonore della sua musica.



Il disco si apre con la canzone Hold My Hand, una ballad R’n’B molto intensa, per poi proseguire con Keep your head up un bellissimo brano corale, per poi tornare di nuovo all’R’n’B con la terza traccia I like the Way you are.
Monster vede invece la collaborazine di 50 Cent, contattato direttamente dall’artista qualche tempo fa, segue Best of Joy (ultima canzone a cui ha lavorato Michael prima di morire) e Breaking News, canzone che parla del cantante in terza persona e della sua carriera.
Another Day invece è un pezzo rock in collaborazione con Lenny Kravitz e Dave Grhol, Behind the Mask invece è basata su un campionamento di un brano della Yellow Magic Orchestra.
Poi arriva l’ultima, Much too soon che è un pezzo tratto da Thriller.
Un album quindi molto godibile e che sicuramente piacerà ai fans dell’artista.

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