Valerio Scanu risponde alle critiche

di Stefania Russo 1

Nonostante è il vincitore della sessantesima edizione del Festival di Sanremo sono ancora in molti i critici musicali che etichettano Valerio Scanu..

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Nonostante è il vincitore della sessantesima edizione del Festival di Sanremo sono ancora in molti i critici musicali che etichettano Valerio Scanu come uno dei tanti cantanti che provengono dai talent show e che quindi frequentano molto di più gli studi televisivi che i palcoscenici.

Valerio Scanu è pienamente consapevole che gran parte del suo successo è dovuto alla partecipazione ad Amici, dice di non vederci niente di male soprattutto perchè siamo nel 2010, alle affermazioni dei critici musicali però risponde affermando che al contrario di quanto pensano in molti lui di gavetta ne ha fatto tanta, la sua prima apparizione risale a quando aveva solo sette anni.


A quel tempo, infatti, ha partecipato al programma musicale di Canale 5 Canzoni sotto l’albero presentato da Paola Perego, cinque anni dopo si è esibito a Bravo Bravissimo presentato da Mike Buongiorno e solo dopo è arrivato il talent show che gli ha regalato il successo. Inoltre, non è assolutamente vero che frequenta più gli studi televisivi che i palcoscenici, questa estate ha fatto sessanta date live e prima ancora di partecipare ad Amici ha suonato a lungo nei pianobar.


In ogni caso, televisione o non televisione, Valerio Scanu vanta un numero di fan senza precedenti, le iscritte al suo fan club, come ha precisato lui stesso durante un’intervista a Grazia, sono 56.703, persone di ogni età, dalle adolescenti alle sessantenni.

In ogni caso lui si dice testardo come tutti i sardi e continua imperterrito per la sua strada nonostante le critiche dei giornalisti, ultimo in ordine di tempo a criticarlo è stato Mario Luzzatto Fegiz che sul Corriere della Sera gli ha dato come voto un bel quattro, Valerio dice di aver fatto il callo alle numerose critiche e che ormai non gli fanno più nessun effetto.

E se non avesse fatto il cantante? Sarebbe stato un professore di italiano, il suo sogno da bambino.

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