The Cure al lavoro su tre nuovi album

di Valentina Cervelli Commenta

I The Cure torneranno ad allietare il mondo con la loro musica grazie a tre nuovi album sui quali sono già al lavoro. E’ stato il leader del gruppo Robert Smith a rivelare che la band potrebbe essere pronta a lanciare nel mercato discografico mondiale il primo di essi “potenzialmente”  prima della fine del 2019.

Tre album per i The Cure

Tre lavori differenti  e dotati di una propria anima che di certo non deluderanno i fan del gruppo. Qualche tempo fa Robert Smith, parlando della prossima musica dei The Cure aveva accennato che il loro album di ritorno in qualche modo sarebbe stato “influenzato dall’oscurità” che la morte dei suoi genitori e di suo fratello avevano portato nella sua vita. Nelle ultime ore ha dato più dettagli segnalando che gli album preparati erano ben tre, di cui due già in fase di preparazione più avanzata.

Per ciò che concerne il primo, che dovrebbe arrivare ad 11 anni da “4:13 Dream” uscito nel 2008, il titolo dovrebbe essere “Live From the Moon“: la sua uscita dovrebbe avvenire secondo il cantante prima o intorno al Natale. Senza dubbio per quel periodo è previsto comunque il singolo di lancio. Robert Smith aggiunge però che il titolo potrebbe cambiare.

Voglia di sperimentare nei nuovi album dei The Cure

Se questo non bastasse, per i fan più accaniti, il membro dei The Cure ha reso noto anche dei particolari relativi al secondo album che la band ha in programma:

Il secondo disco, che è quello già più avanzato, si riferisce a brani molto più liberi e con un suono più pronunciato e più forte, per registrarlo deve essere live, sì, con quell’esperienza di mettere insieme un concetto basato sull’interpretazione del momento.

Qualcosa che, nonostante le poche informazioni a riguardo, dimostra di essere differente dal primo lavoro che i The Cure presenteranno. Il terzo album in programma, è qualcosa che ancora di più porterà addetti ai lavori e fan ad esplorare un differente lato ancora della band. Ha spiegato infatti Robert Smith:

Il terzo, che è folle, è un disco di rumore, con diversi aspetti e ambienti, il tutto basato su esperienze su un palcoscenico o sui miei percorsi, in situazioni in cui il rumore è presente e al quale siamo così abituati da non fare più attenzione.

Sarà forse quello dove il gruppo sperimenterà di più ma appare evidente che si tratterà di qualcosa di diverso, forse anche per la stessa industria discografica. Non resta che attendere ora l’uscita del primo, auspicando che la lunga attesa dal 2008 sia ben ripagata.

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