Scaricare musica online, software p2p in declino

di Filadelfo Scamporrino Commenta

In accordo con quanto messo in risalto da Altroconsumo, che in merito ha condotto un’indagine, chi compra musica ad esempio da iTunes non diventa proprietario del brano.

La Apple, e le altre major che vendono online musica in formato digitale, hanno imposto nella sostanza i prezzi alle case discografiche, ma nello stesso tempo stanno sconfiggendo il fenomeno della pirateria. E’ infatti in declino l’uso dei software p2p per lo scambio illegale di musica considerando che il download legale è comodo per tante ragioni.



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Innanzitutto perché un singolo brano, e lo stesso dicasi per un album, costa poco, e poi perché l’acquisto online di musica offre tanti vantaggi e tante comodità legate, ad esempio, alla possibilità di ascolto dei brani da qualsiasi dispositivo. Ma la musica online in download rappresenta veramente un acquisto? Ebbene, in accordo con quanto messo in risalto da Altroconsumo, che in merito ha condotto un’indagine, chi compra musica ad esempio da iTunes non diventa proprietario del brano.

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La fruizione dei brani acquistati legalmente individua infatti una sorta di noleggio a tempo indeterminato senza che l’utente abbia titolo di cedere quella che è la musica che ha comprato. In altre parole, i siti che propongono la musica online, pur parlando esplicitamente di vendita dei brani, in realtà in ragione del contratto d’uso mantengono quello che è il divieto a distribuire, trasferire o vendere i brani scaricati.

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