Christina Aguilera e Liberation: basta con le classifiche

di Valentina Cervelli Commenta

Lo scorso 15 giugno  è uscito il nuovo album di Christina Aguilera: “Liberation“. Un lavoro che arriva a circa sei anni da quel “Lotus” non molto apprezzato da fan e critici. Al contrario di quest’ultimo che nonostante sia un po’ fiacco in classifica, sembra aver fatto breccia nei cuori della gente e degli esperti in musica.

Si sa, se manca un forte singolo a trainare difficilmente si rimane nelle alte posizioni nelle charts: anche se, come accaduto a Christina Aguilera con “Liberation”, si debutta al sesto posto della classifica di Billboard. La cantante esprime il suo pensiero a riguardo all’interno di un’intervista rilasciata al Los Angeles Times:

In passato ho avuto grandi successi come “Genie in a Bottle” e “What A Girl Wants“, ed ero, tuttavia, infelice perché non ero collegata alla musica e non ero in grado di cambiarla. Ho fatto la mia parte, in questo, vedo molti artisti entrare nella trappola di inseguire le charts. Dopo che sono morta e me ne sono andata, desidero davvero che la musica abbia importanza non per quanto successo commerciale abbia fatto, ma perché la qualità ha superato la prova del tempo.

Liberation le ha dato modo di esplorare in modo più profondo quello che voleva fare con la sua arte ed ha spiegato sul perché di alcune scelte:

Dato che sono una vera cantante, ho sempre sentito dirmi: “Perché non fai semplicemente un sacco di ballate?” Questo è solo un elemento di quello che faccio, ma non è tutto. Sarei così annoiata se mi sedessi sul palco e cantassi solo una ballad dietro l’altra…

E come darle torto?

 

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