De Gregori, un album con le cover tradotte di Bob Dylan

Francesco De Gregori stupisce sempre. Nel bene, spesso e volentieri, e nel male (talvolta). La nuova sfida? Un album di cover di Bob Dylan, tradotte in italiano da quello che per tutti è il suo alter-ego nel nostro Paese.

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L’influenza di Dylan nella poetica di De Gregori è palese. Quasi come se fosse un’ombra che lo ha accompagnato durante tutta la sua carriera. Così, ad ottobre, uscirà “Amore e furto”. Un album che molti, forse, attendevano da anni.

Francesco De Gregori, che per festeggiare i quarant’anni di “Rimmel” suonerà all’Arena di Verona con una serie di ospiti della scena ‘pop’ italiana, ha in cantiere un progetto che mette tutti d’accordo. In fondo, “Buonanotte fiorellino” era ispirata a “Winterlude”. Ora, saranno dodici i brani tradotti con cura e dovizia di particolari.

De Gregori adora il modo di suonare di Dylan, in quanto a detta sua ha spezzato certe ortodossie ritmiche e melodiche, “come gli impressionisti in pittura demolirono la prospettiva”. Dodici brani, non tra i più famosi, come a chiudere un cerchio, a fare i conti col suo essere un cantautore passato sotto processo dai contestatori al Palalido negli anni 70 e poi diventato quasi un monumento.

Afferma il Principe:

“All’inizio era proprio così: noi cantautori eravamo investiti di una autorevolezza quasi sacra, e qualche volta ce ne siamo compiaciuti. Gli artisti hanno sempre un ruolo di formazione nei confronti del pubblico, offrono un punto di vista, che sia Buonanotte fiorellino o Per i morti di Reggio Emilia.

La critica accoglie così la notizia:

La speranza è che De Gregori, di fronte a Dylan, sia tornato a scrivere come un tempo. Che, almeno per una volta, il suo essere inconsapevolmente riferimento politico di più generazioni venga interpretato con coerenza. Che un po’ di profondità buchi la patina di superficie dietro la quale sembra ultimamente si voglia nascondere.

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