Marilyn Manson, ancora accuse da Evan Rachel Wood

di Valentina Cervelli Commenta

Marilyn Manson, cantante che per anni ha fatto notizia per via del suo look tetro e particolari e abitudini alquanto discutibili a prescindere dalla loro veridicità, ora arriva sui giornali e sui siti specializzati solo per le accuse gravi che Evan Rachel Wood, ex compagna, lancia nei suoi confronti.

Accuse pesanti per Marilyn Manson

Accuse pesanti che ovviamente dovranno essere valutate nelle sedi competenti ma che anche se ascoltate con il beneficio del dubbio fanno rabbrividire per i loro contenuti. Tra le altre cose, dopo che l’artista è uscita allo scoperto, sono state almeno 15 le donne che hanno raccontato e denunciato di aver subito abusi dal rocker.

Le nuove accuse pubbliche di Evan Rachel Wood sono arrivate all’interno della seconda parete del documentario dell’HBO “Phoenix Rising” dove la ragazza, che aveva 19 anni al tempo dell’ufficializzazione della relazione con Marilyn Manson ha raccontato, ora 34enne, che tra le diverse azioni discutibili alle quali il cantante Brian Warner (questo il vero nome del cantante rock) la avrebbe costretta vi sarebbe stata anche quella di bere il suo sangue e di essere stata picchiata con una frusta che presentava una decorazione a forma di svastica.

Non solo, le percosse avrebbero coinvolto anche la zona genitale della donna. Marilyn Manson ha sempre rigettato le accuse provenienti dall’ex compagna, arrivando di recente a denunciarla per diffamazione.

Racconto delle presunte sevizie in un documentario

A prescindere da come il caso si svolgerà in corte, va detto che Evan Rachel Wood nel corso del documentario ha mostrato anche le cicatrici che le sarebbero rimaste dopo l”incisione di marchi da parte dell’uomo:

Lui si è scolpito una ‘E’ e io ho inciso una ‘M’ per dimostrare appartenenza e lealtà. L’ho scolpita proprio accanto alla mia vagina per fargli vedere che gli appartenevo. Era il gennaio del 2007. Oggi voglio rimuovere quella cicatrice.

Un racconto che fa rabbrividire, come anche quello che riguarda la violenza che la giovane avrebbe subito nel sonno una volta: “Mi svegliavo e dicevo a me stessa: ‘Resta addormentata, non muoverti, non farlo spostare’” ha raccontato. “Rimanevo inerte e immobile fino alla fine. Poi mi rimetteva semplicemente a posto la gamba e usciva dalla stanza”.

Queste non sarebbero le uniche vessazioni alle quali il cantante avrebbe sottoposto l’artista: nel documentario si parla di tortura utilizzando un particolare sex toy che rilascia scosse elettriche, addirittura mentre lei si trovava posizionata su un inginocchiatoio avanti a lui.

Il rocker ovviamente nega tutto:  se anche il solo caso di diffamazione dovesse arrivare in corte, di certo entrambi saranno chiamati a provare la loro posizione e li la storia si arricchirebbe di particolari.

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