Michael Jackson: canzoni non sue nell’album postumo del 2010?

di Valentina Cervelli Commenta

Alcune delle canzoni contenute nell’album postumo del 2010 non erano di Michael Jackson? E’ questa la “denuncia” che gira in queste ore tra bene informati e siti specializzati: davvero la casa discografica è arrivata a tanto?

Domanda lecita quando si parla del Re del Pop e del guadagno che può essere stato archiviato dall’etichetta con la raccolta di canzoni. Sarebbero tre i brani incriminati in questo caso: “Monster”, “Keep your head up” e “Breaking News”. E le prime accuse sarebbero sorte quattro anni fa, sollevate da una fan di vecchia data di Michael Jackson che non avrebbe riconosciuto nelle tracce la voce del suo idolo. Il suo nome è Vera Servoa ed ha intentato una causa civile accusando diverse persone di questo reato nello specifico: si parla di Eddie Cascio, James Victor Porte e la sua società di produzione Angelikson Productions LLC.

Secondo l’accusa questi approfitterebbero della Sony per vendere la loro musica sotto falso nome. La donna ha già addirittura testimoniato davanti alla Corte superiore di Los Angeles dando alla stessa anche il nome di chi avrebbe registrato le canzoni, ovvero un imitatore di Jackson: l’artista Jason Malachi.

Chiamata in causa la Sony attraverso un suo portavoce ha sottolineato di essere estranea alla vicenda, di non aver mai ammesso un suo coinvolgimento e che la stessa porzione di dibattimento nella quale è stata coinvolta finora non abbia mai messo al centro dello stesso la veridicità delle canzoni. Si tratta certo di una questione che potrebbe diventare spinosa e che sottolinea come le grandi stelle della musica, se vogliamo dare ragione alla fan denunciante, continuino ad essere sfruttate da persone senza scrupoli anche dopo la loro morte.

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