Marco Mengoni, il nuovo album convince

di Pina Commenta

“Le cose che non ho” è il titolo del nuovo album di Marco Mengoni. Il suo quinto lavoro solista. Con esso l’artista di Ronciglione si conferma come uno dei talenti più cristallini e puri del panorama pop italiano, perfetto connubio di talento, stile e capacità compositive, caratteristica non certo unica ma sicuramente rara nella musica di oggi.

Il disco è l’ideale proseguimento di Parole in circolo e, in effetti, lo segue molto come stile generale, un pop italiano molto romantico e profondo che toccherà le corde dei cuori di tutti i suoi estimatori: tutto il progetto si struttura intorno a ballad dal forte impatto emotivo come Ad occhi chiusi, Ricorderai l’amore o ancora Le cose che non hoinframmezzate da strizzatine d’occhio all’elettronica (Nemmeno un grammo) e al mondo del pop di stampo internazionale come nel caso di Parole in circolo, un brano che ha tutto il sapore di vero e proprio manifesto d’intenti musicali.

Le cose che non ho, prodotto per la maggior parte dal re delle hit italiane Michele Canova è un disco che vanta inoltre almeno due collaborazioni di un certo calibro, che regalano al disco due fra le canzoni migliori: stiamo parlando di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che firma un pezzo poetico ed emozionante come Solo due satelliti e la straordinaria Sia, il cui tocco magico si percepisce perfettamente nell’unico brano in inglese, l’intensa Rock Bottom.

 

Il meglio del disco di Marco Mengoni lo apprezziamo però proprio in quel singolo di lancio, Ti ho voluto bene veramente, che a partire da un’atmosfera rarefatta (che si percepisce benissimo anche nello splendido video ufficiale) racconta una tipo di brutta e tormentata storia d’amore per la quale tutti siamo passati, quella fatta di assenza, lontananza e di costante ricerca di punti di riferimento. Un punto di vista, quest’ultimo, che ci ha facilmente permesso di identificarci e che, proprio per questo motivo, pensiamo farà innamorare più di qualche ascoltatore tanto quanto ha incantato noi. Bravo Marco.

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