Marlene Kuntz e Skin cantano Bella Ciao

di Valentina Cervelli Commenta

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo: una data simbolica a ricordare la fine della guerra civile nel nostro paese, intestina alla Seconda guerra Mondiale. I Marlene Kuntz e Skin ci deliziano con l’appena presentata loro versione di “Bella ciao“.

Sono tante le cover famose di questa splendida canzone partigiana, in passato addirittura Steve Aoki ne presentò una: questa in particolare è accompagnata da un video girato a Riace che non ha bisogno di presentazioni. I Marlene Kuntz e Skin dal canto loro sono musicalmente perfetti: è impossibile non avere la pelle d’oca all’ascolto di un brano che senza dubbio non solo non passa mai di moda ma si presta in modo perfetto alle voci dei due vocalist coinvolti.

E’ una versione struggente, carica di significato e molto semplice a livello melodico: è intensa proprio per questo suo accento spoglio. Da molti viene definita alternativa: in realtà è un ottimo esempio di talento musicale applicato ad un classico.  Ha spiegato la band:

Bella ciao è un canto per la libertà, il canto di tutti. Noi invitiamo le persone ad abbracciarsi, non a dividersi, e la libertà è il presupposto principale per avere lo stato d’animo positivo e buono per farlo. Non si tratta di buonismo, e nemmeno di avere soluzioni in tasca a problemi enormi destinati a diventare sempre più complessi, ma di avere la mente predisposta a sentimenti di pace, a comprendere gli altri, a cercare soluzioni umane per tutti, a mantenere la calma. ‘Bella ciao’ dunque è l’emblema della resistenza nei confronti di una deriva che consideriamo portatrice di tensioni. E, dal nostro punto di vista, di valori ben poco poetici. E siccome la poesia piace a tutti, facciamo in modo di essere coerenti con questo slancio poetico insito nell’essere umano.

Come dare loro torto?

 

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