Eurovision, vince in Portogallo: perché?

di Valentina Cervelli Commenta

L’Eurovision 2017 mette sul suo scranno più alto il Portogallo con tutto ciò che ne consegue: ovvero la vittoria di una ballata che poco ha a che fare con lo spirito della rassegna e che ha lasciato di stucco i fan di tutta Europa i quali si aspettavano decisamente un risultato diverso.

Tralasciando l’ovvia delusione per il sesto posto di Francesco Gabbani con la sua “Occidentali’s Karma” che però vince il premio della critica, quello che è mancato in questa edizione della rassegna è stato il classico essere fuori dalle righe che ha sempre contraddistinto l’Eurovision. Non è un mistero per nessuno che lo spettatore medio di questa manifestazione voglia colore ed esagerazione, un occhio che strizza fortemente alla comunità LGBTQ e tanto tanto ritmo.

Salvador Sobral ed il suo brano si sono completamente staccati da tale tendenza: brano in lingua portoghese (cosa apprezzatissima, N.d.R.), un buon jazz ma nulla di più. Molte nazioni come la Romania e la Moldavia avrebbero meritato qualcosa di più che non hanno visto arrivare. Il punto, a livello musicale è uno solo: in quanti la ricorderanno rispetto alla Yodel it rumena ed al brano di Gabbani che è uno dei più ascoltati a livello internazionale nei canali dell’Eurovision fin dalla sua selezione?

Insomma, è innegabile che non abbia vinto della cattiva musica ma anche che potevano vincere interpreti migliori e più legati al vero gusto della popolazione europea rimasta scioccata dal risultato. Il prossimo anno la competizione volerà in Portogallo: vi sarà la conferma delle ballate o si ritornerà al sano vecchio ritmo pazzo?

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