Musica e casinò, un rapporto strettissimo: ecco quali sono le canzoni a tema più famose

Il legame tra musica e gioco è particolarmente longevo e profondo. Le sale da gioco hanno sempre evocato atmosfere particolari e la musica ha trovato in queste suggestioni una fonte inesauribile di ispirazione. Ogni epoca ha prodotto brani che hanno raccontato le emozioni del tavolo verde. Canzoni che parlano di carte, dadi e roulette hanno segnato intere generazioni, trasformandosi in colonne sonore di un immaginario che va ben oltre le fiches e i neon di Las Vegas. Ma quali sono i pezzi che meglio hanno reso questo connubio?

musica e casinò
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Elvis Presley e la consacrazione di Las Vegas

Difficile iniziare senza citare “Viva Las Vegas” di Elvis Presley. Pubblicata nel 1964 come colonna sonora dell’omonimo film, la canzone è diventata un inno alla città che più di ogni altra rappresenta il fascino del gioco. Con il suo ritmo trascinante, Elvis restituisce la sensazione di trovarsi in un luogo dove i desideri possono realizzarsi o infrangersi in un istante. Non è soltanto un brano musicale: è la traduzione in note dell’energia elettrica che vibra sotto le luci della Strip, ed è rimasto un simbolo indelebile del rapporto tra spettacolo e azzardo.

Kenny Rogers e la filosofia del giocatore

Un tono molto diverso è quello di “The Gambler” di Kenny Rogers. Pubblicata nel 1978, racconta di un incontro notturno su un treno con un vecchio professionista del gioco che, in cambio di una mano di carte, dispensa consigli di vita. La metafora è chiara: saper rischiare, riconoscere il momento di abbandonare e quello di insistere. La voce calda di Rogers trasforma il tavolo da poker in una lezione esistenziale. Il successo fu tale che la canzone ispirò una miniserie televisiva, dimostrando quanto il gioco potesse diventare un’allegoria universale.

Motörhead e l’asso di picche

Se Presley e Rogers mostrano due facce opposte, i Motörhead con “Ace of Spades” del 1980 puntano tutto sull’adrenalina pura. Il brano, considerato una pietra miliare dell’heavy metal, incarna lo spirito di Lemmy Kilmister, frontman ribelle e amante degli eccessi. L’asso di picche diventa simbolo di rischio estremo, fortuna e destino fatale. Non è soltanto una canzone sul gambling, è un manifesto di vita al limite, in cui ogni scelta può portare alla gloria o al baratro.

Le ambiguità di AC/DC

Il gioco d’azzardo non è solo tavoli verdi e casinò. In “The Jack”, pubblicata dagli AC/DC nel 1975, il poker diventa un espediente per parlare di rapporti sentimentali e tradimenti. Nello slang australiano “the jack” allude a una malattia venerea, e il brano gioca con questa doppia lettura, mescolando ironia e provocazione. Una canzone che racconta il rischio di perdersi tanto in una relazione quanto in una puntata, con la stessa vertigine che si prova al momento di scoprire le carte.

Le metafore folk di Townes Van Zandt

Tra le interpretazioni più poetiche c’è “Mr. Mudd and Mr. Gold” di Townes Van Zandt. In questo pezzo folk, il gioco di carte diventa un’allegoria del conflitto interiore tra bene e male, istinto e ragione. Mister Fango e Mister Oro sono i protagonisti di una partita immaginaria che riflette le tensioni dell’animo umano. La forza della canzone non sta nel racconto del tavolo da gioco in sé, ma nel modo in cui la sfida diventa metafora di scelte e conseguenze.

Ray Charles e la malinconia del perdente

Nel 1955, Ray Charles incise “Blackjack”, un blues che narra la sconfitta di un uomo al tavolo da gioco. La melodia trascinante si intreccia con la voce graffiante del cantautore, restituendo il pathos della perdita. Charles non racconta solo la delusione economica, ma anche la caduta emotiva di chi si accorge troppo tardi di aver rischiato oltre il consentito. Un brano che anticipa riflessioni sulla fragilità legata al gioco compulsivo, pur restando un grande classico musicale.

Le sonorità italiane tra ironia e malinconia

Anche in Italia il tema del gioco d’azzardo ha ispirato artisti di rilievo. Paolo Conte con “Gioco d’azzardo” (1982) offre un affresco di malinconia e riflessione, mescolando le emozioni di una relazione tormentata al rischio della roulette. Edoardo Bennato, con “Il gioco delle tre carte”, mette in scena l’inganno e la destrezza del baro, in una chiave ironica e dissacrante. Più recenti sono brani come “Slot Machine” di Marracash & Emis Killa, che trasportano l’ascoltatore dentro un universo urbano, fatto di luci artificiali e scelte al limite.

Dai Rolling Stones a Lady Gaga: il rischio come spettacolo

Il tema dell’azzardo ha attraversato generi diversissimi. “Tumbling Dice” dei Rolling Stones (1972) racconta la fascinazione per il lancio dei dadi con il loro inconfondibile sound rock. Nel 2008, Lady Gaga con “Poker Face” ha trasformato il poker in un simbolo di mistero e seduzione, contribuendo a lanciare la sua carriera internazionale. Anche Sting, con “Shape of My Heart” (1993), utilizza le carte come metafora di introspezione, restituendo una dimensione intima e quasi filosofica al tema del gioco.

Il casinò come luogo sonoro

Oltre ai testi delle canzoni, il mondo del gioco ha sempre dialogato con la musica in senso stretto. Le sale da gioco scelgono accuratamente le melodie di sottofondo, alternando brani rilassanti a jingle capaci di esaltare l’esperienza. Lo stesso avviene nelle piattaforme digitali: all’interno di siti come casino777.ch/it/v, i suoni sono progettati per accompagnare il giocatore in modo discreto ma coinvolgente, tra effetti che sottolineano le vincite e atmosfere più sobrie per le attese. Un intreccio costante tra note e azzardo che rende l’esperienza ancora più immersiva.

Una tradizione che continua

Dal blues al metal, dal folk al pop, il tema del gioco d’azzardo continua a fornire materiale a cantautori e band. Ogni canzone aggiunge un tassello a un mosaico che racconta non solo l’universo del casinò, ma la condizione umana di fronte al rischio, alla speranza e alla possibilità di un cambiamento improvviso. E la sensazione è che altre canzoni debbano ancora arrivare, pronte a rinnovare questo legame che sembra non esaurirsi mai…

Taylor Swift torna con The Life of a Showgirl

Taylor Swift torna con “The Life of a Showgirl” e, dal suo modo di approcciare la questione, sembra si stia entrando davvero in una nuova era. Qualcosa che scopriremo definitivamente tra qualche mese.

Un annuncio davvero particolare

Perché? Il suo nuovo lavoro, in pratica il suo dodicesimo album, uscirà il prossimo 3 ottobre 2025. Ed è inutile anche sottolineare che i suoi fan in tutto il mondo sono letteralmente impazziti. Taylor Swift è una che non mena il can per l’aia. E il modo in cui ha annunciato il suo nuovo lavoro ha davvero suscitato scalpore e ilarità allo stesso tempo.

Più precisamente, la notte del 12 agosto 2025, partecipando alla puntata del podcast “New Heights” condotto dal suo compagno Travis Kelce (con suo fratello Jason), ha esibito nel corso dell’annuncio una valigetta mint green con sopra le sue iniziali “T.S.”, celando ancora la copertina (in quel momento) in modo volutamente sfocato.

Inutile dire che è bastato questo semplice siparietto, divertente anche se scontato in qualche modo (Taylor, davvero nel podcast del tuo fidanzato?), a far scattare sull’attenti i fan e i giornalisti di tutto il mondo. Da qui è partito un conto alla rovescia che ha dato il via ai possibili preordini dell’album.

Taylor Swift punta anche sulle musicassette

E più nello specifico riguardanti: vinile (anche Deluxe CD con poster), CD e musicassetta. Quest’ultima, dobbiamo ammettere, ci ha stupito e non poco. L’Empire State Building di New York, poi, è stato illuminato con il colore simbolo di questa nuova era: un arancione vibrante che Taylor ha definito “energico e gioioso”.

Cosa sappiamo di “The Life of a Showgirl”, il nuovo album di Taylor Swift? Al momento, che contiene 12 tracce, compresa una collaborazione con Sabrina Carpenter sul brano che dà il titolo al disco. La produzione è affidata a Max Martin e Shellback, leggende di professione e già dietro ai suoi album Red, 1989 e Reputation.

Taylor ha spiegato che ha scritto questo disco durante la fase europea dell’Eras Tour nel 2024, registrando tra una tappa e l’altra, in Svezia. L’immagine di copertina, che la vede immersa in una vasca d’acqua indossando gioielli scintillanti, è stata paragonata al dipinto Ophelia di Millais e simboleggia il momento che segue il concerto. Ovvero, quello dove si spengono le luci ma il coinvolgimento emotivo rimane fortissimo, anche una volta tornati a casa.

Questa volta ha scelto di non aggiungere bonus track o sorprese: “solo dodici pezzi, perché ogni nota deve cantare per sé stessa”, ha sottolineato. E voi, siete pronti al suo ritorno?

Ozzy Osbourne, ultimo live a Birmingham

Ozzy Osbourne dice addio ai concerti live. Lo fa perché è costretto dalla malattia, ma lasciando in tutti i suoi fan un ricordo indelebile legato a un evento molto particolare.

Ozzy Osbourne leggenda del rock

Parliamo infatti di quello che possiamo considerare un concerto di addio, organizzato a Birmingham insieme ai Black Sabbath nella loro formazione originale. Erano 55.000 i presenti, con un sold out raggiunto in circa 8 minuti.

La richiesta dei biglietti? Almeno tre volte quella effettiva. La mancanza di ticket per entrare al concerto non ha fermato circa 200.000 appassionati che hanno letteralmente invaso la città e l’esterno dello stadio del Villa Park, dove si è tenuto il live.

Ozzy Osbourne è una leggenda del rock. E poco importa che la maggior parte delle persone più giovani lo conosca per via dei reality o per i componenti della sua famiglia. Parliamo di una vera e propria leggenda che, insieme ai Black Sabbath, ha fatto la storia della musica del ventesimo secolo.

Il tempo però passa, e nel caso di Ozzy Osbourne il suo stato di salute non è purtroppo di aiuto. Al netto di particolari eccessi vissuti in giovinezza che potrebbero avergli presentato il conto. Birmingham è stata letteralmente invasa dai fan dei Black Sabbath, vestiti in modo particolarmente pittoresco.

Un evento gratuito con incasso per beneficenza

Erano tutti coscienti che questo sarebbe stato l’ultimo grande evento al quale Ozzy Osbourne avrebbe partecipato. Va detto, tra l’altro, che l’evento stesso è stato pensato per offrire fin dalle 11 della mattina spazio a tantissimi musicisti di ogni tipologia, chiamati a intrattenere per circa 15-20 ore. L’esibizione di Ozzy Osbourne ha fatto parte di un festival intitolato Back to the Beginning, Ritorno agli inizi.

Una frase perfetta per raccontare il concerto dei nudo da oggi e dei Black Sabbath. Sono state solo 5 le canzoni che il cantante è stato in grado di preparare in modo corretto, a causa delle sue condizioni fisiche. Ma tutto il tempo che è stato sul palco, sebbene seduto su un trono appositamente creato, è stato come trovarsi davanti al giovanissimo rocker che mordeva i pipistrelli sul palco.

Piccola nota di colore molto interessante: chiunque si sia esibito lo ha fatto gratis, e gli incassi della giornata sono andati alla ricerca scientifica, proprio per volere del cantante e della moglie Sharon. La quale ha condiviso in parte un aneddoto molto interessante: una band che ha rifiutato di presentarsi è stata l’unica che aveva chiesto dei soldi per partecipare.

Nonostante sia costretto dalla salute a rinunciare ai concerti, Ozzy Osbourne non vuole del tutto chiudere la porta alla possibilità di fare nuova musica. E chissà, forse una nuova sorpresa di questo genere. Anche se, con tutto l’affetto del mondo, date le sue condizioni, ci sembra ormai impossibile.

Pinguini tattici nucleari presto in pausa?

Pinguini Tattici Nucleari presto in pausa? È questo quello che si evince dall’intervista rilasciata dal gruppo al quotidiano Il Messaggero. E comprendiamo anche le motivazioni alla base.

Pinguini Tattici Nucleari e la voglia di rallentare

Questo gruppo, proveniente dalla bergamasca, è sempre stato al contempo al di fuori di ogni considerazione mainstream ma, contemporaneamente, caratterizzato da un successo incredibile. Al momento, i Pinguini Tattici Nucleari stanno completando il proprio Hello World Tour negli stadi. L’ultima data, del tour nel quale stanno presentando live il loro ultimo album uscito lo scorso dicembre, sarà il prossimo 4 luglio all’Olimpico.

Questi talentuosi ragazzi, al momento in radio anche con “Bottiglie Vuote“, duetto con Max Pezzali, non disdegnano assolutamente il successo che hanno raccolto dopo un’importante gavetta. Ma allo stesso tempo sentono di voler prendere una pausa. Tutti i componenti, di età compresa tra i 30 e i 34 anni, sentono il bisogno di rallentare un po’.

Sia per scrivere cose nuove, come raccontato a Il Messaggero, sia per costruirsi una vita personale che, quando si è sempre in tournée o impegnati come loro, è difficile raggiungere. I Pinguini Tattici Nucleari non hanno nessuna intenzione di sciogliersi. Ma il fatto che l’ultima pausa realmente presa sia stata in corrispondenza della pandemia si fa sentire.

Mettersi momentaneamente in pausa, sottolineano, non significa non farsi vedere per almeno un lustro. Significa semplicemente rallentare i ritmi e quindi magari evitare di sfornare continuamente delle opere che, secondo loro, rischiano di perdere in qualità.

Grandi numeri non sempre necessari

Quando si parla di Pinguini Tattici Nucleari, una delle cose che si notano di più esternamente è che effettivamente c’è una certa semplicità nel porsi da parte di questi ragazzi. La stessa che ne rappresenta, insieme alla buona musica, il successo. Loro stessi sottolineano la coincidenza tra la persona e il personaggio, nel loro caso. Elemento che porta a potersi curare meno, pur mantenendo lo stesso successo, di facciate da costruire o specifiche strategie di marketing.

L’atteggiamento dei Pinguini Tattici Nucleari potrà essere anche antipatico per alcuni. Ma quando raccontano di come la corsa a raggiungere grandi numeri stia in qualche modo lavorando contro i concerti e il loro mercato, non hanno torto.

Soprattutto perché a quale pro rovinare un percorso carrieristico semplicemente per raggiungere l’organizzazione di un certo tipo di live, quando si potrebbe allo stesso modo e con lo stesso costo coprire più date, raggiungendo più persone?

In questo caso non vi è solo un guadagno economico, ma anche reputazionale e affettivo. Il fan si sente più vicino all’artista di riferimento.

 

Eurovision 2025: vince l’Austria, Italia quinta a sorpresa (VIDEO)

L’Eurovision 2025 vede arrivare alla vittoria l’Austria con la sua Wasted Love di JJ, facendo spazio a un onorevole e sorprendente quinto posto di Lucio Corsi con Volevo essere un duro.

Eurovision 2025 sorprendente per Lucio

Quella svizzera è stata un’edizione della kermesse che ha stupito sotto diversi punti di vista. Anche relativamente al fatto che il nostro rappresentante abbia suonato uno strumento dal vivo, quando questa cosa sarebbe vietata.

Dati i risultati poco importa visto che nessuno di noi, per quanto innamorati di questa canzone, avrebbe mai pensato che Lucio Corsi potesse arrivare così in alto in classifica. Va detto che, nell’ultima settimana, Wasted Love era proposta come favorita da più parti. E, a quanto pare, i voti della serata hanno decisamente confermato i pronostici.

JJ, pseudonimo di Johannes Pietsch, ha presentato un brano che mescola opera e pop. I suoi 436 punti finali sono stati composti rispettivamente da 258 punti della giuria e 178 del televoto. E non possiamo dire d’essere stupiti, soprattutto se pensiamo ai virtuosismi canori di questo cantante. Per l’Austria si tratta della terza vittoria all’Eurovision, dopo quella del 1965 e quella del 2014.

Ben di più dei nostri 318 punti, che però raccontano come il brano di Lucio Corsi sia arrivato nei cuori delle persone di tutta Europa, facendoci tra l’altro conquistare i 12 punti di San Marino. Ancora una volta, questo Stato si sta facendo perdonare per quell’anno in cui ci diede zero punti. Espresso Macchiato di Tommi Cash si è piazzata terza dopo il brano di Israele con New day will rise.  Questa è la classifica finale dei primi 10 piazzamenti dell’Eurovision 2025:

  • Austria – JJ – “Wasted Love” – 436 punti
  • Israele – 357 punti
  • Estonia – 356 punti
  • Svezia – 321 punti
  • Italia – 318 punti
  • Francia – 295 punti
  • Finlandia – 274 punti
  • Paesi Bassi – 263 punti
  • Spagna – 254 punti

Peccato per Gabry Ponte

Ovviamente, avendo vinto la competizione, l’Austria ospiterà la prossima edizione dell’Eurovision. Con molta probabilità, la città scelta sarà tra Vienna e Salisburgo. L’Eurovision 2025 ha dimostrato ancora una volta come questo tipo di competizione sia in grado di unire e di far esprimere al meglio gli artisti europei.

Vogliamo però sottolineare una cosa: sarebbe ora che anche in Italia la partecipazione non fosse strettamente legata a Sanremo. In questo modo si potrebbe riuscire a spaziare molto di più tra generi e performance.

Siamo stati fortunati con Volevo essere un duro per via della bellezza e dell’unicità del brano. Ma non è qualcosa da dare per scontato: ricordiamo che Lucio ha partecipato in sostituzione del vincitore di Sanremo, essendosi classificato secondo alla kermesse sanremese.

Peccato per Gabry Ponte e San Marino con un immeritato ultimo posto. A noi Tutta l’Italia non dispiaceva affatto.

Alice Cooper, nuovo album con formazione originale

Alice Cooper torna con un nuovo album in uscita il prossimo 25 luglio. Una buona notizia, condita da un ingrediente ancor più esaltante. Si tratta del primo disco, dopo cinquant’anni, con i membri originali della Alice Cooper Group.

Un ritorno incredibile per Alice Cooper e la sua band

E senza dubbio questo è l’elemento più interessante riguardante l’uscita di “The Revenge of Alice Cooper”. La presenza del chitarrista Michael Bruce, del batterista Neal Smith e del bassista Dennis Dunaway. Parliamo della formazione originale, che non si vedeva insieme dai tempi di “Muscle of Love” e, di conseguenza, dal 1973.

Facendo un salto indietro nel tempo, ricordiamo che la band pubblicò insieme sette album in studio tra il 1969 e il momento in cui Alice Cooper decise di lasciare il gruppo per intraprendere la carriera solista.

A noi queste operazioni nostalgiche di reunion piacciono da morire. Soprattutto se ci mettono davanti, dopo tanti anni, musicisti e artisti di livello. Alice Cooper ha spiegato che i membri hanno deciso di continuare da dove si erano fermati. E che di conseguenza questo può essere considerato senza problemi l’album successivo all’ultimo da loro pubblicato. Ha aggiunto inoltre che, dopo cinquant’anni, tutto è tornato praticamente al suo posto.

“Black Mamba”, il primo singolo dell’album, è stato lanciato direttamente all’interno del programma radiofonico del cantante, Alice’s Attic. Al suo interno vi è anche una collaborazione con il chitarrista dei Doors, Robby Krieger.

Tracklist e una dedica importante

L’album è dedicato al chitarrista Glenn Buxton, morto a 49 anni nel 1997 e fondatore della band. La sua presenza sarà assicurata all’interno dei brani “What Happened to You“, costruito su un riff presente in una vecchia demo del chitarrista, e nel remix di un brano del 1970, ovvero “Return of the Spiders 2025“.

Ecco la tracklist dell’album:

  • Black Mamba
  • Wild Ones
  • Up All Night
  • Kill the Flies
  • One Night Stand
  • Blood on the Sun
  • Crap That Gets in the Way of Your Dreams
  • Famous Face
  • Money Screams
  • What a Syd
  • Inter Galactic Vagabond Blues
  • What Happened to You
  • I Ain’t Done Wrong
  • See You on the Other Side
  • Return of the Spiders 2025 (bonus track)
  • Titanic Overunderture (bonus track)

Questa raccolta di inediti vede la partecipazione anche di Bob Ezrin, che in passato ha lavorato su classici di Alice Cooper come “Billion Dollar Babies” e “School’s Out”. Commentando questo ritorno, il produttore ha sostenuto che alla fine nessuno di loro è poi effettivamente cambiato molto pur essendo più appagati, più maturi e più anziani.

Ma, ha aggiunto,  ogni riunione tra loro mostra come siano rimasti gli stessi ragazzi che, appena finito il liceo, si ritrovavano al bar del quartiere per suonare. Il loro modo di fare musica non è cambiato. E, sempre secondo Ezrin, ritornano in pratica a essere semplicemente quei giovanissimi che, cinquant’anni fa, amavano fare musica insieme.

Damiano David, il 16 maggio esce FUNNY little FEARS

Damiano David esordisce il prossimo 16 maggio con il suo album da solistaFUNNY Little FEARS“”. Si tratta della prima raccolta di brani inediti per l’ex membro dei Maneskin.

L’esperienza solista di Damiano David

In questi ultimi mesi abbiamo potuto assaggiare la musica di questo cantautore romano che, con il suo gruppo, negli ultimi anni ha davvero conquistato il mondo. Portando il rock italiano a essere particolarmente apprezzato a livello globale.

Quella dei Maneskin è stata una sorta di tempesta perfetta che li ha visti partire da X Factor senza vincerlo per poi conquistare Sanremo e l’Eurovision. E da lì il resto del mondo. Al momento la parentesi del gruppo è sospesa, dando modo a Damiano David di poter esprimersi al meglio.

L’album esce per Sony Music Italy/Epic Records sia per quel che riguarda la sua forma fisica (sia in vinile che cd) e digitale. Sul sito ufficiale del cantante è già possibile preordinare il disco. Il progetto da solista di Damiano David comprende 14 brani dove non mancano quei tre che abbiamo già potuto ascoltare e apprezzare negli ultimi mesi come “Silverlines“, “Born with a Broken Heart” e “Next Summer“.

Tour mondiale in diversi continenti

Un assaggio che mostra già come Damiano David abbia ora un approccio alla musica più eclettico rispetto a quello avuto con il suo gruppo. L’album sarà giustamente la base del tour mondiale che porterà il cantante romano a esibirsi in ben 30 date tra Europa, Australia, Asia, Nord America e Sud America. Il primo appuntamento riguardante l’Italia è previsto il 7 ottobre all’Unipol Forum di Milano, seguito dal sold out di Roma previsto per l’11 dello stesso mese al Palazzetto dello sport e dall’ulteriore data del giorno seguente,  sempre nella capitale.

Questa la tracklist dell’album:

  1. VOICES
  2. NEXT SUMMER
  3. ZOMBIE LADIE
  4. THE BRUISE
  5. SICK OF MYSELF
  6. ANGEL
  7. TANGO
  8. BORN WITH A BROKEN HEART
  9. TANGERINE
  10. MARS
  11. THE FIRST TIME
  12. PERFECT LIFE
  13. SILVERLINES
  14. SOLITUDE (No One Understands Me).

Prima del tour mondiale sarà presente ad alcuni festival in giro per l’Europa:

  • 21 Giugno – Lisbona, Portogallo – MEO Kalorama
  • 5 Luglio – Belgio – Rock Werchter
  • 17 Luglio – Carhaix, Francia – Vieilles Charrues
  • 1 Agosto – Montréal, Québec, Canada – Osheaga

Le date del Tour mondiale

  • 11 Settembre – Varsavia, Polonia – COS Torwar (SOLD OUT)
  • 13 Settembre – Berlino, Germania – Uber Eats Music Hall (SOLD OUT)
  • 15 Settembre – Amsterdam, Paesi Bassi – AFAS Live
  • 17 Settembre – Colonia, Germania – Palladium (SOLD OUT)
  • 21 Settembre – Barcellona, Spagna (SOLD OUT)
  • 22 Settembre – Madrid, Spagna
  • 26 Settembre – Parigi, Francia (SOLD OUT)
  • 28 Settembre – Londra, Regno Unito – Roundhouse (SOLD OUT)
  • 29 Settembre – Londra, Regno Unito – Roundhouse
  • 2 Ottobre – Bruxelles, Belgio – Forest National Club (SOLD OUT)
  • 4 Ottobre – Zurigo, Svizzera – Halle622 (SOLD OUT)
  • 7 Ottobre – Milano, Italia – Unipol Forum
  • 11 Ottobre – Roma, Italia – Palazzo dello Sport (SOLD OUT)
  • 12 Ottobre – Roma, Italia – Palazzo dello Sport
  • 22 Ottobre – Sydney, Australia – Enmore Theatre
  • 24 Ottobre – Melbourne, Australia – Forum
  • 27 Ottobre – Tokyo, Giappone – Tokyo Garden Theater
  • 29 Ottobre – Osaka, Giappone – Zepp Osaka Bayside
  • 7 Novembre – San Paolo, Brasile – Tokio Marine Hall
  • 9 Novembre – Santiago, Cile – Teatro Caupolicán
  • 11 Novembre – Buenos Aires, Argentina – Complejo C Art Media
  • 13 Novembre – Bogotá, Colombia – Teatro Royal Center
  • 17 Novembre – Città del Messico, Messico – Auditorio BlackBerry (SOLD OUT)
  • 21 Novembre – Seattle, USA – Paramount Theatre
  • 23 Novembre – San Francisco, USA – The Masonic
  • 25 Novembre – Los Angeles, USA – The Wiltern
  • 29 Novembre – Chicago, USA – The Riviera Theatre
  • 30 Novembre – Detroit, USA – The Fillmore Detroit
  • 2 Dicembre – Toronto, Canada – Coca-Cola Coliseum
  • 4 Dicembre – Montréal, Canada – MTELUS
  • 6 Dicembre – Philadelphia, USA – The Fillmore Philadelphia
  • 8 Dicembre – New York, USA – Brooklyn Paramount (SOLD OUT)
  • 9 Dicembre – New York, USA – Brooklyn Paramount
  • 16 Dicembre – Washington DC, USA – The Fillmore Silver Spring

Olly vince Sanremo 2025: è giusto?

Olly vince Sanremo 2025: è giusto? Quando una cantante dalle forti doti canore come Giorgia rimane al di fuori dalla cinquina per il podio, la domanda nasce spontanea.

Olly era tra i favoriti

Olly non se la deve prendere: era palese anche dalle quotazioni delle scommesse dei vari bookmaker che fosse, proprio insieme alla cantante romana, tra i favoriti di questo Sanremo. Ma quando ci troviamo davanti all’uso dell’autotune e davanti a una voce come quella della Todari un po’ si fa fatica ad accettare questo tipo di verdetti.

Al secondo posto Lucio Corsi che in questo Sanremo si è distinto per delle esibizioni sempre coinvolgenti è una canzone tipica di quel cantautorato antico che un po’ ci manca e di cui la musica italiana avrebbe più bisogno. Parliamo di un musicista indipendente che si è fatto ben volere è fatto apprezzare anche grazie al suo particolare duetto con Topo Gigio. Piccola nota: ha perso il primo posto al Festival di Sanremo per uno 0,4%.

Terzo, sull’ultimo gradino del podio, abbiamo Brunori Sas. Anche per lui un brano di cantautorato aulico, molto bello e che rimane in testa. Avremmo voluto anche lui su un gradino più alto del podio? Forse. Quel che è certo è che al netto della qualità presentata quest’anno delle canzoni e anche davanti all’inclusione della cinquina di Fedez e di Simone Cristicchi, qualitativamente parlando a livello di voce Giorgia è davvero la grande esclusa.

Forse bisogna rivedere le regole musicali del gioco

E ci si pone nuovamente davanti il dibattito su: in particolare: il peso del televoto e l’uso dell’autotune. Parliamoci chiaro, giustamente la volontà popolare ci sta anche bene che vinca. Ma sarebbe bello tornare a quando sul palco era la sola voce senza correzioni di sorta a gareggiare.

Possiamo scommettere senza paura di perdere che sarebbero ben altri podi e soprattutto ben altri partecipanti. Detto ciò Olly ha comunque presentato una canzone molto bella, intrigante anche dal punto di vista musicale. Semplicemente si nota una certa differenza con le esibizioni non solo della cantante romana ma anche di Achille Lauro, di Clara e diversi altri.

Tra quelle che senza dubbio lasceranno il segno vi è anche il brano dei Coma cose, “Cuoricini” e “Grazie ma no grazie” di Willy Peyote. E voi, siete d’accordo con questo podio di Sanremo? Noi dobbiamo essere sinceri: con molta probabilità ci troveremo nelle prossime settimane ad ascoltare moltissimo “Balorda nostalgia” di Olly. Ma ci viene anche spontaneo chiederci, dato l’approccio al canto del cantante, ce la faremo a piazzarci in modo decente all’Eurovision?