Sanremo 2019: come sono le canzoni in gara?

di Valentina Cervelli Commenta

Come sono le canzoni in gara di Sanremo 2019? Alcuni giornalisti e critici hanno avuto la possibilità di ascoltarli in anticipo ed hanno condiviso il loro pensiero su di essi. Pronti ad un mini riassunto delle diverse opinioni?

Prima di proseguire è importante sottolineare che non sempre la critica coincide con l’opinione popolare e che escludere dal Festival  “Caramelle” di Pierdavide Carone e dei Dear Jack è stato un errore gravissimo sotto ogni aspetto, sia musicale che sociale. Ma iniziamo.

La prima cosa che è possibile notare è che il concetto di amore triste e deluso di Einar con “Parole nuove” viene da molti considerato scontato mentre altri ne parlano come di una delle poche classiche canzoni sanremesi. Daniele Silvestri con Rancore e la loro “Argento vivo” convincono su tutta la linea, sia musicalmente che per i testi e lo stesso fa Ultimo con I tuoi particolari: non sono poche le voci che lo vogliono favorito.

Altra canzone sanremese d’amore per Nek che con “Mi farò trovare pronto” sembra convincere ma non troppo: forse troppo scontato? Mentre in molti sono concordi sulla sufficienza per Federica Carta e Shade con “Senza farlo apposta”: l’idea è che da una simile paroliera ci si aspettasse di più è forte. Altro candidato alla vittoria? Achille Lauro con “Rolls Royce”: ritmo, parole, tutto anche se tutto starà al fatto di venire capito.

Nino d’Angelo e Livio Cori stupiscono con “Un’altra luce” tanto quanto i The Zen Circus con “L’amore è una dittatura”. Boomdabash con “Per un milione” è orecchiabile ma non eccelsa secondo i critici mentre un Arisa contenta con “Mi sento bene” convince meno che in passato perché impossibile categorizzarla. Criticato anche Simone Cristicchi con “Abbi cura di me”: forse si voleva qualcosa di più “sveglio” come da Francesco Renga ed “Aspetto che torni”?

Sopra la sufficienza anche i Negrita con “I ragazzi stanno bene” e Mahmood con “Soldi”, o ancora gli Ex-Otago con “Solo una canzone” ed Irama con “La ragazza con il cuore di latta”. Deludono un po’ tutti Paola Turci con “L’Ultimo ostacolo” e Patty Pravo con Briga ed “Un po’ come la vita” mentre ricevono accoglienza mista i ragazzi de Il Volo che sicuramente spaccheranno con “Musica che resta”. E se Anna Tatangelo si conquista un sufficienza con “Le nostre anime di notte”, volano alto Ghemon con “Rose viola”, Motta con “Dov’è L’Italia”, Loredana Berté  con “Cosa ti aspetti da me” ed Enrico Nigiotti con “Nonno Hollywood”.

Un sunto che non vediamo l’ora di confutare o confermare con l’inizio del festival!

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