Eurovision 2026, vince la Bulgaria

La Bulgaria vince Eurovision 2026, seguita da Israele, Romania e Australia. Quinto posto per Sal Da Vinci, in una posizione davvero niente male rispetto alle previsioni.

Bulgaria speciale, Sal Da Vinci ben piazzato

La Bulgaria, va ammesso, è tornata protagonista sul palco europeo grazie a un brano moderno e capace di conquistare sia le giurie sia il televoto. Dopo anni di risultati altalenanti è riuscita a imporsi con una performance elegante e coinvolgente. A vincere è stato un sound senza dubbio molto riconoscibile aiutato da una presenza scenica pazzesca.

Non è difficile capire perché sia piaciuta molto. In molti hanno considerato la performance bulgara una delle più complete dell’intera edizione, capace di abbattere anche le favorite delle vigilia. Ma si sa, chi entra papa esce cardinale.

Nonostante la vittoria della Bulgaria una delle figure più amate di questo Eurovision è stata senza dubbio Sal Da Vinci, arrivato al quinto posto ma letteralmente apprezzato in tutta Europa. Il cantante napoletano ha portato sul palco un brano melodico che ha saputo unire tradizione italiana e arrangiamenti contemporanei.

E per quanto sia stato talvolta osteggiato in Patria (assurdo), la sua voce e proprio il forte legame con la cultura mediterranea hanno colpito soprattutto il pubblico internazionale, che sui social ha continuato a sostenerlo anche dopo la finale. E non solo: basta vedere le classifiche di molti paesi per capire quanto Sal Da Vinci abbia lasciato il segno.

In molti hanno definito il quinto posto un risultato persino “stretto” rispetto all’affetto ricevuto durante tutta la settimana dell’evento. E non possiamo che essere d’accoro. In particolare, Sal Da Vinci è riuscito a creare un clima speciale durante le prove e gli incontri con i fan, diventando uno dei protagonisti più fotografati e commentati dell’edizione 2026.

Tante personalità diverse ma entusiasmanti

A sorprendere tutti è stata anche la Moldova, che ancora una volta ha confermato la propria reputazione di Paese imprevedibile e creativo all’Eurovision. La loro canzone, caratterizzata da ritmi velocissimi, strumenti folkloristici e coreografie quasi surreali, è diventata immediatamente virale online. Tra balli sfrenati e un ritornello impossibile da dimenticare, la Moldova ha trasformato il palco in una festa collettiva.

Non è la prima volta che la Moldova punta su performance eccentriche. Ma quest’anno il risultato è stato particolarmente efficace perché accompagnato da una produzione musicale molto curata.

L’Eurovision 2026, senza dubbio, verrà ricordato come un’edizione ricca di personalità diverse: la raffinatezza vincente della Bulgaria, il calore umano e musicale di Sal Da Vinci e la follia contagiosa della Moldova. Tre modi completamente differenti di vivere la musica europea ma tutti validi nel rappresentare l’anima dell’Eurovision.

Eurovision Asia debutta a novembre

Eurovision è ormai una realtà così consolidata e di successo che a novembre debutterà la sua versione orientale. Ovvero Eurovision Asia.

Parte il progetto Eurovision Asia

Negli ultimi anni il successo dell’Eurovision ha spinto organizzatori e broadcaster a immaginare versioni del format anche in altre parti del mondo. Da questa idea è nata la proposta di Eurovision Asia, un progetto pensato per portare lo spirito della celebre competizione europea nel continente asiatico, adattandolo alle sue diverse culture musicali.

L’iniziativa è stata sviluppata dalla European Broadcasting Union, l’ente che da decenni coordina l’Eurovision originale. L’obiettivo era creare un evento simile, basato sulla partecipazione di diversi Paesi, sul voto del pubblico e su esibizioni dal vivo capaci di mescolare tradizione e modernità. L’Asia, con la sua enorme varietà culturale e musicale, rappresentava un terreno ideale per sperimentare una nuova versione del format.

In realtà l’annuncio ufficiale del progetto risale alla seconda metà degli anni 2010, quando si iniziò a parlare concretamente di una competizione asiatica sul modello europeo. Il piano prevedeva la partecipazione di numerosi Paesi, dall’Estremo Oriente al Medio Oriente, con artisti pronti a rappresentare le rispettive nazioni attraverso brani originali. L’idea era quella di creare un grande evento televisivo capace di unire milioni di spettatori, proprio come accade in Europa ogni anno.

Nonostante l’entusiasmo iniziale, la realizzazione di Eurovision Asia ha incontrato diverse difficoltà. Coordinare un numero così ampio di Paesi, con sistemi mediatici e regolamentazioni molto differenti, si è rivelato più complesso del previsto. A ciò si sono aggiunte questioni legate ai diritti televisivi, all’organizzazione logistica e alle differenze culturali, che hanno rallentato il processo.

Una lista di partecipanti interessanti

Un ruolo importante nel progetto è stato attribuito a SBS, già coinvolta nella trasmissione dell’Eurovision europeo e interessata a espandere il format nella regione Asia-Pacifico. L’Australia, pur non essendo geograficamente in Europa, partecipa da anni all’Eurovision, e questo ha contribuito a rafforzare il legame tra il concorso e l’area asiatica.

Nel corso del tempo, il progetto di Eurovision Asia è stato più volte rinviato e modificato, senza arrivare a una realizzazione definitiva fino ad ora.

E forse grazie anche al successo del K-Pop in tutto il mondo abbiamo finalmente una data. Il 14 novembre del 2026 a Bangkok vi sarà la serata di esibizione e premiazione alla quale parteciperanno (al momento) i seguenti paesi:

  • Bangladesh
  • Bhutan
  • Cambodia
  • Laos
  • Malaysia
  • Nepal
  • Philippines
  • South Korea
  • Thailand (Host)
  • Vietnam

Noi non vediamo l’ora onestamente. Ci sembra una occasione davvero unica per la musica e lo spettacolo di vedere la “pazzia” classica da Eurovision unita alla cultura orientale.

Una, nessuna, centomila a Napoli e su Canale 5

Una, Nessuna, Centomila” è arrivato a Napoli e sbarcherà su Canale 5, probabilmente il prossimo novembre. Una gradita novità.

La novità di questa edizione di “Una, Nessuna, Centomila”

Parliamo di un concerto‑evento che unisce musica e impegno sociale con l’obiettivo di denunciare la violenza sulle donne. E di conseguenza sensibilizzare il pubblico e sostenere concretamente centri antiviolenza sparsi in Italia.

Nata nel 2022, “Una, Nessuna, Centomila” è promossa dalla Fondazione Una Nessuna Centomila, presieduta da Fiorella Mannoia insieme ad altre figure come Giulia Minoli, Celeste Costantino e Lella Paladino. È stata scelta Piazza del Plebiscito a Napoli, per la prima volta nel Sud Italia per questa edizione.

Tra i protagonisti che si sono alternati sul palco sono stati ovviamente Fiorella Mannoia, Elisa, Emma, Elodie, Annalisa, Ermal Meta, Francesca Michielin, Paola Turci, Noemi, Coez, Brunori Sas, Ariete, Gigi D’Alessio, Francesco Gabbani, Rose Villain, Gaia, Veronica Gentili e altri. Amadeus è stato  conduttore “amichevole” dell’evento.

Lo scopo del concerto è duplice. Da un lato vuole dare risalto al fenomeno dei femminicidi e delle violenze basate sul genere. Mentre dall’altro vuole raccogliere fondi da destinare ai centri antiviolenza che operano concretamente per aiutare le donne vittime.

Per l’edizione del 2025 saranno devoluti 500.000 euro a dieci centri antiviolenza. Selezionati in base ai progetti proposti e alle reali esigenze operative.

Le scorse edizioni

Guardando al passato, la prima edizione si è tenuta l’11 giugno 2022 alla RCF Arena di Campovolo, a Reggio Emilia. In quell’occasione le protagoniste principali erano sette artiste donne: Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini.

A queste si sono uniti altri artisti maschi in duetti, a simboleggiare che la lotta contro la violenza è cosa di tutti. L’evento durò diverse ore, con decine di canzoni interpretate singolarmente o in collaborazione.

La seconda edizione si è svolta all’Arena di Verona nel maggio 2024, con due date, ed è stata trasmessa da Rai 1. Anche in quell’occasione un ampio cast di cantanti e artisti ha partecipato. E sono stati raccolti fondi che sono stati destinati a vari centri antiviolenza.

Tutte le edizioni condividono la stessa cifra simbolica per convogliare un messaggio forte contro la violenza sulle donne attraverso la musica e trasformare l’attenzione artistica in un aiuto concreto.

Ozzy Osbourne, ultimo live a Birmingham

Ozzy Osbourne dice addio ai concerti live. Lo fa perché è costretto dalla malattia, ma lasciando in tutti i suoi fan un ricordo indelebile legato a un evento molto particolare.

Ozzy Osbourne leggenda del rock

Parliamo infatti di quello che possiamo considerare un concerto di addio, organizzato a Birmingham insieme ai Black Sabbath nella loro formazione originale. Erano 55.000 i presenti, con un sold out raggiunto in circa 8 minuti.

La richiesta dei biglietti? Almeno tre volte quella effettiva. La mancanza di ticket per entrare al concerto non ha fermato circa 200.000 appassionati che hanno letteralmente invaso la città e l’esterno dello stadio del Villa Park, dove si è tenuto il live.

Ozzy Osbourne è una leggenda del rock. E poco importa che la maggior parte delle persone più giovani lo conosca per via dei reality o per i componenti della sua famiglia. Parliamo di una vera e propria leggenda che, insieme ai Black Sabbath, ha fatto la storia della musica del ventesimo secolo.

Il tempo però passa, e nel caso di Ozzy Osbourne il suo stato di salute non è purtroppo di aiuto. Al netto di particolari eccessi vissuti in giovinezza che potrebbero avergli presentato il conto. Birmingham è stata letteralmente invasa dai fan dei Black Sabbath, vestiti in modo particolarmente pittoresco.

Un evento gratuito con incasso per beneficenza

Erano tutti coscienti che questo sarebbe stato l’ultimo grande evento al quale Ozzy Osbourne avrebbe partecipato. Va detto, tra l’altro, che l’evento stesso è stato pensato per offrire fin dalle 11 della mattina spazio a tantissimi musicisti di ogni tipologia, chiamati a intrattenere per circa 15-20 ore. L’esibizione di Ozzy Osbourne ha fatto parte di un festival intitolato Back to the Beginning, Ritorno agli inizi.

Una frase perfetta per raccontare il concerto dei nudo da oggi e dei Black Sabbath. Sono state solo 5 le canzoni che il cantante è stato in grado di preparare in modo corretto, a causa delle sue condizioni fisiche. Ma tutto il tempo che è stato sul palco, sebbene seduto su un trono appositamente creato, è stato come trovarsi davanti al giovanissimo rocker che mordeva i pipistrelli sul palco.

Piccola nota di colore molto interessante: chiunque si sia esibito lo ha fatto gratis, e gli incassi della giornata sono andati alla ricerca scientifica, proprio per volere del cantante e della moglie Sharon. La quale ha condiviso in parte un aneddoto molto interessante: una band che ha rifiutato di presentarsi è stata l’unica che aveva chiesto dei soldi per partecipare.

Nonostante sia costretto dalla salute a rinunciare ai concerti, Ozzy Osbourne non vuole del tutto chiudere la porta alla possibilità di fare nuova musica. E chissà, forse una nuova sorpresa di questo genere. Anche se, con tutto l’affetto del mondo, date le sue condizioni, ci sembra ormai impossibile.

L’Anno che verrà: Amadeus svela i nomi

L’Anno che verrà di Amadeus è senza dubbio l’appuntamento televisivo musicale più atteso dell’anno. Dopo Sanremo ovviamente. Il presentatore ha già iniziato a darci qualche nome.

Chi sarà presente a L’Anno che verrà

E da quel che possiamo vedere, c’è da esser soddisfatti. Anche se i nomi sarebbero, da quel che si è capito, destinati a crescere. L’Anno che verrà è ormai da tanti anni sinonimo di Capodanno in musica. E se c’è una cosa che è abbastanza chiara è che Amadeus sa come tenere incollati con la musica i propri telespettatori.

Dando vita spesso a quel mix tra presente e passato perfetto. Sia per ballare in piazza che farlo all’esterno. Ecco quindi che non ci sconvolge vedere che anche per quel che riguarda questo Capodanno in musica il presentatore abbia fatto il botto. Anche al netto di eventuali concorrenti e concerti sparsi per l’Italia.

Quest’anno la trasmissione avrà luogo a Crotone e i nomi importanti non mancheranno. Siete curiosi di sapere chi salirà sul palco di Rai Uno? Eccoci pronti. Amadeus ha infatti confermato, tra i partecipanti nomi del calibro di Annalisa, Paola & Chiara, i Ricchi & Poveri, Il Volo, Sangiovanni, Nino Frassica, The Kolors, Cristiano Malgioglio, Dargen D’Amico, gli Autogol. Qualcosa che ci ricorda abbastanza il cast del prossimo Festival di Sanremo.

Non è un caso ovviamente, ma vogliamo lamentarci? Onestamente no. Anche perché diversi nomi sicuramente mancano e L’Anno che verrà finora non è stato mai in grado di deluderci. La cosa divertente di questo evento musicale è che si adatta perfettamente alle esigenze di qualsiasi generazione.

Divertimento assicurato per tutti

Riuscendo ad assicurare divertimento praticamente a tutti. Pensate alla presenza di un nome come Annalisa, in grado di coinvolgere i più giovani e di averci regalato in questi ultimi mesi dei brani che sono entrati nella nostra testa e ci hanno accompagnato nel corso dell’estate e non solo. E ancora Sangiovanni, Cristiano Malgioglio e i The Kolors che quest’anno hanno spopolato con un tormentone tradotto addirittura in inglese per un lancio oltreoceano.

Insomma, se vi vive L’Anno che verrà come una trasmissione prettamente per anziani si è sbagliato di grosso. Ed è questa la sua forza. Un po’ come il burraco mette d’accordo tutti. E musicalmente parlando può essere utilizzata come sottofondo a una serata insieme, come base per un karaoke improvvisato o come discoteca se avete molto spazio a disposizione in casa.

La domanda quindi è: avete curiosità sui nuovi nomi? O siete già pronti a mettervi in fila in piazza a Crotone il 31 dicembre?

Eurovision 2023, vince (immeritatamente) la Svezia

La Svezia vince Eurovision 2023. Ma non dobbiamo avere paura di dirlo: lo ha fatto immeritatamente. Scavalcando una Finlandia grandiosa. Il nostro Marco Mengoni arriva quarto, dopo Israele.

Vittoria immeritata e inspiegabile della Svezia

Alcune canzoni potranno piacere o meno. Ma di tutta la lista di brani di Eurovision 2023 ancora non riusciamo a capire come la Svezia possa aver conquistato il primo posto. Prima di tutto il brano di Loreen, Tatoo sembrava (e potrebbe rivelarsi essere) un plagio. Secondo: per quello che è l’animo della competizione di per se stessa, a vincere doveva essere un boop come quello finlandese dei Käärijä con Cha Cha Cha.

Non a caso il pubblico presente a Liverpool ha fatto sentire la sua protesta in tal senso. Lo spettacolo nel corso della serata ovviamente non è mancato. E ci sono stati dei paesi che hanno fatto il loro dovere nel regalarci qualche perla di trash.

Non ai livelli di quando la Russia anni fa portò sul palco delle vecchiette a impastare il pane. Ma possiamo accontentarci. Israele ci supera arrivando terza proprio grazie ai nostri punti. Ma non dobbiamo farne una tragedia: è ben più grave che una giuria di qualità abbia votato a mani basse la Svezia che di qualitativo aveva davvero ben poco in questo Eurovision 2023.

Marco Mengoni grandioso all’Eurovision 2023

Il nostro Marco Mengoni avrà perso il podio ma ha portato a casa il premio dei compositori. Parliamo del Marcel Bezençon Composer Award, il Premio per la miglior composizione. Il riconoscimento  viene assegnato dai compositori dei brani presenti in finale.

Prima di lui, anche Mahmood con Soldi. Anche Alessandro è stato presente alla finale cantando Imagine. Nel suo caso l’emozione si è fatta sentire, ma è sempre un piacere sentirlo cantare. Tornando al nostro rappresentante ad Eurovision 2023, la sua esibizione è stata magica.

Inutile girarci intorno: le ballate non saranno adatte per la kermesse, ma nessuno ha cantato meglio di lui senza affidarsi ad autotune o altri effetti. Un primato questo che nessuno può togliergli. E l’apprezzamento per le sue doti vocali è stato palese tra il pubblico.

È incredibile sentire i boati da lo stesso quando Marco Mengoni raggiunge note importanti. Il suo quarto posto è più che meritato. E se non ci fosse stato un inspiegabile boom di voti da parte della giuria per una canzone che non meritava, sicuramente se la sarebbero giocate Finlandia, Italia e Israele la finale.

Detto ciò, e si siamo ancora acidi in merito, finalmente può dirsi conclusa la guerra con San Marino, che ieri ci ha donato preziosi e graditi 12 punti.

Concertone 1 maggio si fa: non in piazza ma con ospiti importanti

Il concertone del primo maggio s’ha da fare e lo si farà: in modo differente dagli altri anni e non con la classica festa di piazza. Questo non significa però che sarà meno bello e senza ospiti importanti. E chi lo ha visto potrà dire: io c’ero quando abbiamo reinventato la tradizione ai tempi del Coronavirus.

primo maggio concerto si farà

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